Shabbat

Da Ebraismo.

Shabbat è senza dubbio la festività più presente nella vita di ogni ebreo: infatti cade ogni settimana! Più di ogni altra ricorrenza, scandisce la vita ebraica dandole un ritmo e riempiendola di significato. Nel corso dei secoli, lo shabbat è sempre stato il caposaldo e il pilastro centrale della vita degli ebrei: anzi, si può dire che è uno dei principali motivi per cui essa si è conservata fino ad oggi.

Perché shabbat?

Festeggiamo shabbat per ricordare che il Signore, dopo aver creato il mondo in 6 giorni, il settimo giorno si riposò astenendosi da ogni opera creativa. Anche il nome shabbat deriva dal verbo shavàt, che significa “cessare”. Dunque anche noi, al termine della settimana, ci concediamo un intero giorno di riposo totale, per dedicarci a noi stessi, alla nostra famiglia e al Signore.


Quando cade? Ogni settimana
Quanto dura? Da un'ora prima del tramonto il venerdì fino all'apparire di 3 stelle il sabato sera
Quali sono le mitzvot? Durante lo shabbat è proibito svolgere 39 tipologie generali di lavoro, che vanno a comprendere qualsiasi opera che crei qualche cosa o vada a modificare il mondo intorno a noi. Tra questi divieti abbiamo quello di accendere fuochi, di cucinare, scrivere e di usare mezzi di trasporto, denaro, oppure qualunque apparecchiatura elettrica (sì, anche cellulari e videogiochi)…e perfino di trasportare oggetti! Di shabbat andiamo in giro viaggiando leggeri: solamente con i vestiti che abbiamo indosso. Perfino le chiavi di casa le indossiamo sotto forma di cintura.

Ma se non possiamo fare niente che festa è?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo shabbat non è affatto un giorno triste e dominato dai divieti. Al contrario, è caratterizzato da una speciale atmosfera di festa e allegria: infatti è chiamato anche ‘oneg - delizia. Si indossano i vestiti migliori e si mangiano i cibi più prelibati riuniti a tavola con tutta la famiglia.

Sì, ma di preciso come si passa questa giornata?

Il venerdì, 18 minuti prima del tramonto del sole, si accendono in casa delle candele per dare il benvenuto allo Shabbat. L’idea è quella di accogliere questo giorno aumentando la luce. E’ tradizione che siano le donne a occuparsi di questa importante mitzvà.

Il venerdì sera, prima del pasto, si recita il Qiddush, e poi si mangia la challà, lo speciale pane a forma di treccia preparato in onore della festa. A tavola alcune famiglie non si limitano a mangiare, ma intonano dei canti speciali e pronunciano parole di Torà.

Durante la funzione mattutina in sinagoga il sabato mattina, viene estratto il rotolo della Torà e viene letta la parashà – brano della settimana. Tradizionalmente è la giornata in cui la sinagoga è più frequentata e costituisce anche un luogo di incontro e socialità.

Dopo la funzione religiosa, si torna a casa e si pranza in allegria e in compagnia. E’ usanza comune invitarsi a pranzo a vicenda, anche all’ultimo momento. Il resto del sabato si può poi dedicare a giocare, fare delle passeggiate, leggere un buon libro, studiare o semplicemente rilassarsi.

Dopo l’arrivo della notte, quando sono apparse in cielo le prime 3 stelle, si dà l’arrivederci allo shabbat con la cerimonia chiamata havdalà – distinzione. Si pronunciano benedizioni sul vino, su spezie o erbe profumate, sul fuoco e infine si ringrazia il Signore che distingue tra lo shabbat e gli altri giorni. Infine, si ricomincia la vita attiva augurandosi a vicenda shavùa tov: buona settimana!

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Si ringrazia I diamanti della Torah per la gentile concessione del video.