Pesach

Da Ebraismo.

In breve

Pesach significa passaggio, perché il Signore, quando stava per uccidere tutti i primogeniti d'Egitto nell'ultima delle Dieci Piaghe, passò oltre le case degli ebrei, risparmiandoli. L'idea di "passaggio" ha poi significati più ampi: principalmente quello del passaggio dalla schiavitù alla libertà, ma anche quello dall'inverno alla primavera.

Quando è? 15 di Nisan
Quanti giorni dura? Dura otto giorni (sette in Israele)
È una festa biblica o postbiblica? È una festa biblica
Comprende giorni di festa solenne? I primi due e gli ultimi due (in Israele, solo il primo e l'ultimo)
Cosa ricorda? L'uscita degli Ebrei dall'Egitto
Quali sono le mitzvot? Si mangia la matzà ~ pane azzimo ossia non lievitato, non si mangia nè si può possedere chametz ~ cibo lievitato, le prime due sere si fa il seder ~ ordine, la seconda sera inizia il conteggio dell'Omer

Il seder ~ ordine

È una cena, che si tiene le prime due sere di Pesach (in Israele solamente la prima sera), durante la quale si compiono dei gesti, si mangiano dei cibi e si raccontano delle storie per ricordare l'uscita degli ebrei dall'Egitto. Sul tavolo si mette un vassoio contenente gli ingredienti del seder:

  • tre matzot – la matzà ricorda il fatto che gli ebrei uscirono dall'Egitto di fretta, perchè furono scacciati dal Faraone dopo la decima piaga e non ebbero tempo di preparare provviste per il viaggio
  • erba amara: sedano e lattuga – ricorda l'amarezza della schiavitù
  • acqua salata o aceto – ricorda le lacrime che gli ebrei versarono in Egitto
  • charoset – ricorda il materiale con cui gli ebrei fabbricavano i mattoni, ma anche la dolcezza della libertà
  • un osso abbrustolito – ricorda il qorban Pesach ~ sacrificio di Pesach, che si offriva ogni anno ai tempi del Bet Hamiqdash
  • un uovo sodo – ricorda il corban chaghigà ~ sacrificio festivo che si offriva a Pesach

Durante il seder si:

  • mangia e beve appoggiati sul fianco sinistro
  • spezza la seconda matzà e se ne nasconde la parte più grande
  • bevono quattro bicchieri di vino
  • mangia la matzà
  • mangia il sedano intinto nell'acqua salata
  • mangia la lattuga col charoset
  • mangia la lattuga con charoset e matzà
  • parla dell'uscita degli ebrei dall'Egitto leggendo la Haggadà ~ racconto
  • a fine pasto si mangia l'afiqomen, il pezzo di matzà che si era nascosto in precedenza

Il seder è così chiamato perchè si compiono, in una sequenza precisa e per l'appunto ordinata, numerosi gesti ricchi di significati per ricordare l’uscita degli ebrei dall’Egitto.   Le fasi del seder sono:

  1. Qaddèsh - la benedizione sul vino
    Il Seder ha inizio con la recitazione del qiddùsh, che proclama la santità della festa. Si recita su di un bicchiere di vino, il primo dei quattro che verranno bevuti nel corso della serata, adagiandosi sul lato sinistro. Questo per evidenziare il fatto che siamo uomini liberi: nei tempi antichi, infatti, soltanto le persone libere potevano adagiarsi mentre mangiavano.
  2. Urchàtz - il lavaggio delle mani
    Si lavano le mani senza alcuna benedizione, versando acqua tre volte sulla mano destra poi tre volte sulla mano sinistra.
  3. Karpàs - sedano in acqua salata
    Si mangia del sedano intinto nell’acqua salata, che rappresenta le lacrime amare dei nostri antenati in Egitto.
  4. Yachàtz - si divide in due la seconda matzà
    La matzà di mezzo viene spezzata in due. La parte più grande si mette da parte per essere successivamente usata come afiqomen. Quasto atto ricorda la divisione delle acque del Mar Rosso.
  5. Magghìd - si legge la Haggadà
    A questo punto, si invitano i poveri a unirsi al Seder. Si toglie il vassoio dal tavolo; si versa un secondo bicchiere di vino. L’Haggadà, il racconto dell’uscita dall’Egitto, inizia con delle domande, di solito poste dai più giovani. “Ma nishtanà halayla hazè mikol halelòt”? Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti? Perché soltanto matzà? Perché si intinge? Perché le erbe amare? Perché ci adagiamo appoggiandoci a sinistra? La risposta comprende un breve ripasso della storia, una descrizione delle sofferenze imposte ai nostri avi, un elenco delle piaghe che il Signore mandò agli Egiziani e l’enumerazione dei miracoli che l’Onnipotente compì per far nascere e liberare il Suo popolo. Al termine della narrazione si beve il secondo bicchiere di vino.
  6. Rochtzà - Netilat Yadaim
    Si lavano le mani versando acqua da un recipiente tre volte sulla mano destra poi tre volte sulla mano sinistra, questa volta recitando la consueta benedizione, come si fa di solito prima di mangiare il pane: 'al netilat yadaim.
  7. Motzì Matzà - si mangia la matzà
    Si recita la benedizione “hamotzì lèchem min haàretz”, quindi “ashèr qiddeshànu bemitzvotàv vetzivànu al akhilàt matzà”, e poi si mangia la matzà adagiati sul lato sinistro.
  8. Maròr - l’erba amara
    Si mangia la lattuga intinta nel charoset, recitando la benedizione: “ashèr qiddeshànu bemitzvotàv vetzivànu al akhilàt maròr”.
  9. Korèch - il “sandwich”
    In osservanza ad un uso istituito da Hillel, un grande rabbino del Talmud, si mangia un "sandwich" di matzà e maror.
  10. Shulchàn 'Orèkh - la cena
    Ora si serve il pasto festivo. Si usa iniziare mangiando un uovo sodo intinto nell’acqua salata.
  11. Tzafùn - fuori dal nascondiglio
    Dopo il pasto, si riprende e si mangia la mezza matzà che era stata nascosta e messa da parte per l’afiqomen, il “dessert”. Essa è il simbolo dell’agnello pasquale che veniva mangiato alla fine del pasto e deve essere consumata entro mezzanotte. Dopo l’afiqomen non si mangia e non si beve più niente, ad eccezione dei due rimanenti bicchieri di vino.
  12. Barèkh - benedizione dopo il pasto
    Si riempie il terzo bicchiere di vino e si recita la benedizione dopo il pasto (birkat hamazòn). Al termine si recita la benedizione sul vino e si beve il terzo bicchiere, adagiandosi come sempre sul lato sinistro. A questo punto si riempiono di vino il bicchiere del profeta Eliyahu e anche quelli dei nostri commensali. Si apre la porta e si recita il passaggio che simboleggia l’invito che rivolgiamo al profeta Eliyahu, affinchè venga ad annunciare l’arrivo del Messia.
  13. Hallèl - l’inno di lode
    Proseguiamo cantando le lodi del Signore dell’universo intero. Dopo aver recitato l’Hallel si beve il quarto bicchiere, sempre adagiandosi sul lato sinistro.
  14. Nirtzà - Gradito
    Dopo aver condotto il servizio del Seder correttamente, siamo sicuri che sia stato ben accetto dall’Onnipotente. Si dice, quindi, “Leshanà habaà Birushalaim”, L’anno prossimo a Gerusalemme!

Le dieci piaghe

  1. Dam ~ sangue
  2. Tzefardèa' ~ rane
  3. Kinnim ~ pidocchi
  4. 'Arov ~ animali feroci
  5. Dever ~ mortalità del bestiame
  6. Shechin ~ ulcere e bubboni
  7. Barad ~ grandine
  8. Arbè ~ cavallette
  9. Choshekh ~ oscurità
  10. Bekhorot ~ morte dei primogeniti egiziani

Sefirat HaOmer ~ il conteggio dell'Omer

A partire dalla seconda sera di Pesach si fa il conteggio dell'Omer: si contano ogni sera i quarantanove giorni tra Pesach e Shavuot. Si tratta di una mitzvà particolarissima, che prende il via da metà del mese di Nisan, attraversa tutto il mese di Yiar, e dura fino ai primi giorni di Sivan. E' una mitzvà che si fa tutti i giorni, ma si può dire di averla compiuta solo se non si è saltato neanche un giorno.